La grande arte del Guggenheim: Da Kandinsky a Pollock – Palazzo Strozzi a Firenze

L’imperdibile occasione di vistare le collezione del Guggenheim qui in Italia : Constraint Magazine all’inaugurazione della mostra fiorentina “La grande arte del Guggenheim: Da Kandinsky a Pollock” a Palazzo Strozzi.

Constraint Magazine prosegue il suo viaggio nel panorama italiano: si sposta, indaga, cogliendo nuovi spunti per arricchire il suo bagaglio di esperienze e, speriamo, quello dei suoi lettori.

Palazzo Strozzi, particolare dell'esterno

Palazzo Strozzi, particolare dell’esterno. Foto di Jenny Stelmakh.

Oggi vi vogliamo raccontare la nostra esperienza a Firenze, dove ci troviamo per l’inaugurazione di una mostra, una grande mostra, che prende avvio sabato 19 marzo (appuntatevelo, mi raccomando!). Ci troviamo nella sede di Palazzo Strozzi, storico palazzo rinascimentale e location d’eccezione, scelto appositamente per ospitare alcune fra le opere delle collezioni Guggenheim. La mostra è il risultato della collaborazione tra la fondazione di Palazzo Strozzi e la fondazione Solomon R. Guggenheim di New York che ci presenta oltre 100 opere spaziando dall’arte europea a quella americana, dagli gli anni Venti agli anni Sessanta del XX secolo.

Leone urlante II  Mirko Basaldella (Udine 1910-Cambridge 1969), 1956, bronzo, cm 77 x 94. Fondazione Solomon R. Guggenheim. Donazione, Vera e Raphael Zariski, 2004.6 Foto di David Heald

Leone urlante II
Mirko Basaldella (Udine 1910-Cambridge 1969), 1956, bronzo, cm 77 x 94. Fondazione Solomon R. Guggenheim. Donazione, Vera e Raphael Zariski, 2004.6
Foto di David Heald

Un’occasione unica ed irripetibile. L’unicità della mostra non è solo garantita dall’indiscutibile importanza delle opere o dai nomi d’eccezione, capisaldi delle avanguardie del Novecento; la mostra crea un filo conduttore, un racconto ad immagini, un intreccio di narrazioni che descrivono la vita, le passioni di Peggy e dello zio Solomon, la biografia degli artisti, il loro rapporto coi collezionisti, nonché lo sviluppo e la maturazione dell’arte nella stagione delle avanguardie. La storia è quella di uno zio eclettico e di una nipote ambiziosa legati entrambi da un amore per il gusto e per l’arte contemporanea: la storia di Solomon e Peggy Guggenheim, i baluardi del mecenatismo moderno. Proprio così. Il mecenatismo del passato, quello della Firenze rinascimentale, di Cosimo “Il Vecchio” e del nipote “Lorenzo il Magnifico”, che si mescola, assume nuove vesti e si ripropone ai nostri occhi. Vengono così confrontati diversi movimenti artistici: dai maestri dell’arte moderna (da Marchel Duchamp, Max Ernst, Man Ray, Pablo Picasso), all’arte informale (gli informali europei come Alberto Burri, Emilio Vedova, Lucio Fontana, Jean Dubuffet) sino all’arte americana degli anni Cinquanta e Sessanta (ricordiamo Jackson Pollock, Mark Rothko, Willem de Kooning, Alexander Calder, Roy Lichtenstein, Cy Twombly).

Roy Lichtenstein, Preparedness, 1968

Roy Lichtenstein, Preparedness, 1968. Foto di Jenny Stelmakh.

La mostra si sviluppa in 9 sale: oltre la sala dedicata alle collezioni Guggenheim, di particolare importanza la seconda sala, sulla relazione tra due continenti, “l’Europa e l’America”, narra la nascita delle nuove avanguardie; si prosegue poi in uno spazio (sala 3°) interamente dedicato all’artista Pollock, fortemente voluto e sostenuto dalla stessa Peggy. Il viaggio tra le immagini ci conduce in seguito nella sala 4,dedicata all’espressionismo astratto (di particolare importanza le opere dell’olandese W. de Kooning); si percorre poi la sala 5° riservata alle nuove tendenza nello scenario del 2° Dopoguerra; la sala 6, invece, inaugura quella che rappresenta la stagione espositiva delle collezioni Guggenheim a Venezia, presso “Palazzo Venier dei Leoni” (al termine della seconda guerra mondiale, Peggy acquista Palazzo Venier là dove decide di aprire una delle sue collezioni private al pubblico). Oltrepassando la magnifica sala 7 intitolata “la grande pittura americana” la successiva sala consacra la figura iconica di Mark Rothko (Peggy ne è una grande estimatrice, a tal punto da dedicargli intorno alla metà degli anni Quaranta una mostra presso la galleria “Art of this Century”, di sua proprietà). L’itinerario si conclude nella sala nove, dal titolo “Gli anni sessanta. L’inizio di una nuova era”: in questa sala è possibile ammirare una delle più grandi opere di Lichtenstein, “Preparativi” con cui viene inaugurata un nuova primavera per l’arte, la stagione della Pop Art.

Jackson Pollock - The Moon Woman 1942

Jackson Pollock, The Moon Woman, 1942. Foto di Jenny Stelmakh.

Un viaggio itinerante. Entrando nella prima sala (Sala 1. Guggenheim e le loro collezioni) vengono presentate alcune opere in uno scenario originale e contemporaneamente “familiare”. L’impressione è infatti quella di trovarsi negli spazi newyorkesi dei due collezionisti: alla sinistra viene presentata una foto dell’interno di “Art of This Century”, il museo/galleria di Peggy inaugurato nel 1942, mentre alla destra è visibile una foto del Museo Solomon R. Guggenheim, luogo di fama internazionale, noto al grande pubblico. L’osservatore viene quindi catapultato in una dimensione spaziale e temporale lontana dalla realtà, certamente immaginaria, ma che in qualche modo lo avvicina agli spazi e ai luoghi di vita di Peggy e dello zio. Crediamo che questo sia una delle caratteristiche più significative della mostra: stimola il visitatore a fabbricare con un pizzico di immaginazione uno scenario verosimile che in qualche modo crea un legame,una relazione intima percependo quel senso di vicinanza al gusto e alla passione di entrambi i collezionisti. Di questo viaggiare con l’immaginazione, possiamo così proiettarci nel salotto di Peggy, mentre coccola il suo pechinese Twinkle, seduta sul suo sofà, apprezzando magari con lo zio Solomon, la scoperta di un nuovo artista, sedotti entrambi dalla bellezza che li circonda, mai abbastanza sazi di arte e di novità, di voglia di stupire e stupirsi.

Vasilij Vasil'evič Kandinskij, Dominant Curve, 1936

Vasilij Vasil’evič Kandinskij, Dominant Curve, 1936. Foto di Jenny Stelmakh.

Vi ricordiamo inoltre che in concomitanza dell’inaugurazione della mostra di Palazzo Strozzi,esce il nuovo documentario sulla vita dell’icona del collezionismo,diretto da Lisa Immordino Vreeland. Un occasione in più per conoscere questa figura emblematica dell’arte del Novecento.

PALAZZO STROZZI: Piazza degli Strozzi, 50123 Firenze

BIGLIETTI
Intero € 12,00
Ridotto e gruppi € 9,50 e € 4,00
Costo prevendita a biglietto (escluso scuole) € 1,00
Maggiori informazioni

Per prenotazioni gruppi contattare:
Sigma CSC
Dal lunedì al venerdì
9.00-13.00 / 14.00-18.00
Telefono: +39 055 2469600
prenotazioni@palazzostrozzi.org

Articolo di Chiara Tomè (Twitter @ChiarTom Instagram @chiaratm)
Fotografie di Jenny Stelmakh (Instagram @ssovietica)

Editor di Constraint Magazine