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Bartolomeo Rossi, fotografo friulano, organizza un workshop di due incontri volto a riflettere sulla fotografia di paesaggio. Ad ospitare l’evento è il coworking artistico NIDUH, in Via Bezzecca 73, il 2 e il 3 aprile 2022

I fondi ricavati dalle iscrizioni andranno interamente devoluti all’UNHCR, agenzia ONU che protegge e assiste le persone costrette a fuggire a causa di guerre e persecuzioni in tutto il mondo.

Il workshop è stato pensato e scritto in collaborazione con Caterina Giacomello, cara amica e collega di Bartolomeo. 

© Bartolomeo Rossi

Ha senso fotografare il paesaggio in tempi di crisi? È questa una delle questioni sulle quali Bartolomeo Rossi, giovane autore friulano, si interroga a seguito dei recenti avvenimenti che hanno come protagonisti la Russia e l’Ucraina. 

La ricerca visuale del fotografo udinese si è sempre focalizzata sulla relazione intima e privata tra individuo e paesaggio, e nelle ultime settimane ha proposto un workshop con l’intenzione di sviscerare questa riflessione calata all’interno di un momento straordinario di crisi internazionale. 

Come ci si sente quindi a “fotografare casa in tempi di guerra”? 

Piuttosto che provare a dare risposte, il breve ciclo di incontri organizzati presso il coworking artistico NIDUH intende proporre una riflessione sulla fotografia di paesaggio e sulla sua natura ontologica. Come dialoga questo genere con gli altri? Ha senso parlare ancora di generi fotografici? Come ci si relaziona con lo spazio circostante durante l’atto fotografico? Quali mezzi usare, e perchè? 

Bartolomeo Rossi propone anche, all’interno del workshop, una disamina su alcuni dei nomi più iconici della fotografia postmoderna e contemporanea, e di come questi autori hanno declinato il concetto di paesaggio nella loro ricerca. Dal panorama sociale di Robert Adams alle case notturne di Todd Hido, il paesaggio assume dimensioni altre, che vanno ben oltre il classico romanticismo contemplativo analizzando gli elementi caratterizzanti del contesto, del periodo, del luogo, del momento. 

Dopo un primo incontro teorico ne seguirà un secondo volto alla pratica. I partecipanti potranno rielaborare ed editare i lavori scattati il giorno stesso, e riflettere così sulla postproduzione fotografica e su ciò che avviene dopo la chiusura dell’otturatore. 

I soldi ricavati dalle iscrizioni andranno devoluti in toto a UNHCR, agenzia ONU che protegge e assiste le persone costrette a fuggire a causa di guerre e persecuzioni in tutto il mondo.