Chungking Express – recensione

 
15 Kudos
Don't
move!

“Chungking Express” di Wong Kar-wai è una pellicola unica di genere noir e sentimentale. Esso ci racconta l’amore mettendo in scena la fine di una vecchia storia e l’inizio di una nuova relazione, sullo sfondo delle “Chungking Mansions”, quartieri e bassifondi della Hong Kong metropolitana e multietnica. In questi luoghi le storie d’amore nascono, muoiono e si rinnovano; in questi luoghi le persone vivono, si amano e si lasciano; nei bassifondi, come nella società per bene, la vita va in scena e le persone imparano cosa sia l’amore con le delusioni e soddisfazioni che arreca e dà.

 La nostra storia è ambientata nella Hong Kong popolare: tra bassifondi, bancarelle, friggitrici, chioschi, calzolai, ladruncoli e poliziotti che si lanciano al loro inseguimento tra vie strette ed insegne al neon. La Hong Kong portata in scena è assieme ricca di vita multietnica e solitudine. Negli stessi scarsi metri quadrati infatti convivono le etnie più differenti e tra queste i protagonisti della nostra storia cercano disperatamente qualcuno con cui ritagliarsi un angolo di mondo mediante l’amore. Importante nella pellicola è il ruolo ricoperto dal chiosco “Midnight Express” che rappresenta il ponte topografico tra la nostra prima storia d’amore e la seconda. In linea generale Wong Kar-wai pare prestare grande attenzione alla rappresentazione degli sfondi e luoghi urbani e contemporaneamente non esprime giudizi morali verso di essi rispetto alla loro bassezza e popolarità.

Fotogramma tratto da Chungking Express (fonte)

Fotogramma tratto da Chungking Express (fonte)

 

L’orchestra del film blues di Kar-wai vede per protagonisti due poliziotti e due donne. L’agente N.223 sembra occuparsi del suo lavoro solo di rado, mentre trascorre la gran parte del tempo a compatirsi per la sua storia con May ormai finita; il fare jogging diventa per lui un medium espressivo del suo dolore: se potesse lui piangerebbe, ma fare jogging lo prosciuga al punto tale che non gli rimane alla fine nemmeno una lacrima da versare. L’agente N. 663 invece è un poliziotto all’apparenza volitivo e forte, che in realtà quando rimane a casa da solo si ritrova a parlare con i pupazzi di peluche della propria ex ragazza.

 

Br igitte Lin Ching Hsia in Chungking Express (fonte)

Br igitte Lin Ching Hsia in Chungking Express (fonte)

 

Le due donne protagoniste invece del film sono “la ragazza con la parrucca bionda” (interpretata da Brigitte Lin, diventata un’icona anche soprattutto grazie a questa sua interpretazione) e la ragazza che lavora nel chiosco “Midnight Express”, Faye. La prima musa è una donna forte, di poche parole, indipendente e misteriosa, ha perciò tutte le carte in regola per sopravvivere in un luogo incerto e pericoloso per una donna come le Chungking Mansions. Faye invece è ancora una ragazzina, ma nonostante questo si trova a suo agio nei bassifondi di Hong Kong; è una ragazza impulsiva che desidera vedere la California e andarsene in giro per il mondo per il puro piacere di farlo.

Brigitte Lin Ching Hsia, protagonista di Chungking Express, premiata con il Gelso d'Oro alla Carriera al Far East Film Festival di Udine (2018) Foto di Riccardo Virili

Brigitte Lin Ching Hsia, protagonista di Chungking Express, premiata con il Gelso d’Oro alla Carriera al Far East Film Festival di Udine (2018) Foto di Riccardo Virili

La sceneggiatura del film è schietta e dolce; colpisce soprattutto per la capacità di smuovere lo spettatore proprio con la sua commovente semplicità. In particolare, le parole dell’agente N.223 parlano direttamente al nostro quotidiano e lo spettatore difficilmente non riesce a sentirsi coinvolto in prima persona.

La fotografia del film venne affidata dal regista alla cura di due diversi direttori della fotografia: l’intento probabilmente voleva essere quello di raccontare due storie differenti ma simili attraverso occhi diversi. Nel complesso la fotografia supervisionata da Kar-wai è sempre curata e attenta a restituire la vivacità dei colori della vita metropolitana.

Il montaggio presenta un elemento degno di menzione, ovvero lo “step printing”, una tecnica di montaggio che permette di ottenere scene sfocate e rallentate, di cui Kar-wai diffuse l’uso sempre più dopo “Chungking Express” (in cui viene utilizzata all’inizio della pellicola nella scena dell’adrenalinico inseguimento tra un criminale e l’agente N.223).

Un esempio di step printing dal trailer di Chungking Express:

La colonna sonora include brani come “California Dreamin’”, “What a difference a day makes” oppure una cover di “Dream Person” dei Cranberries con l’aggiunta di altri brani che nel complesso diventano nel film un forte e piacevole Leitmotiv. Questi pezzi internazionalmente conosciuti aggiungono alla storia narrata un tono più universale, anche grazie alla forza dell’inglese che assolve egregiamente il proprio ruolo di lingua franca.

“Chungking Express” orbita attorno a due temi dal carattere universale: la ricerca d’amore e l’accettazione dei cambiamenti che occorrono nel corso della vita di ciascuno. In entrambe le storie narrate i poliziotti sono disperati per la fine della loro precedente relazione, un cambiamento che non riescono ad accettare. Tuttavia, la ricerca di un nuovo amore e l’improvvisa attrazione per un’altra donna li aiuteranno ad uscire dalle paludi della più cupa disperazione e ad accettare i mutamenti della vita, cambiamenti dolorosi ma inevitabili.

Per quanto concerne il tema dell’amore, tuttavia colpisce il tono e lo stile con cui Wong Kar-wai scelse di portare in scena la propria storia. Per come si presenta sullo schermo, l’amore secondo il regista cinese non è mai fisico o carnale. Piuttosto è un sentimento collocabile in una via di mezzo tra l’amicizia e l’amore, un’emozione ibrida dove i confini sono labili. In questo modo l’amore non sembra puntare al soddisfacimento dei proprio egoistici desideri carnali, ma all’annullamento del senso di solitudine.

 

 

I 4 personaggi della nostra pellicola sono diversi l’uno dall’altro e le due storie in cui agiscono sono indipendenti fra loro. Tuttavia, a legarli è un sistema complesso di richiami continui tra nomi, gesti, atteggiamenti e riflessioni che ci fanno percepire le due narrazioni come i distinti tasselli di un unico grande affresco dell’amore. Wong Kar-wai ha così definito un dipinto della passione e della Hong Kong più malfamata dove la trama complessa e i sentimenti sinceri si mescolano in una visione dalla bellezza commovente.

Articolo di Riccardo Virili

Chungking Express è stato proiettato il 20 aprile 2018 al Teatro Nuovo Giovanni da Udine per il Far East Film Festival.  Per ulteriori informazioni sul festival: Far East Film Festival.

 

 

Editor di Constraint Magazine