Frute, la nuova rivista autoprodotta per ragazze

 
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Le riviste sono un segno di fermento culturale, ma le riviste autoprodotte hanno un che di elettrizzante a cui è difficile rimanere indifferenti. Forse è perchè non sono facili da trovare: è un po’ come andare a funghi, di solito sono in scaffali bassi e disordinati, ben lontane dalle colonne dei best sellers. Abbiamo già visto con r o b i d a che la la liberia Martincigh è un ottimo posto per cominciare la ricerca, ma il posto migliore è senz’altro il Kobo, dove potrete trovare Frute da sabato 7 ottobre alle 18.30.
Frute è la nuova rivista creata da Cecila Cappelli e non potendo resistere alla risografia della copertina abbiamo deciso di farle qualche domanda:

 

Ciao, chi sei?

Mi chiamo Cecilia e sono di Udine, ma ci sono tornata da pochissimo in pianta stabile. Sono curatrice di Frute e faccio parte della redazione. Quello che preferisco è lavorare sulla carta, infatti ho da poco finito il corso di Progettazione grafica per l’editoria all’ISIA di Urbino: Frute è nato come tesi proprio in quest’ambito, con la docente Silvia Sfligiotti. Inoltre insieme a tre colleghe e amiche alcuni mesi fa abbiamo creato BEKKO, una associazione nata intorno al giornalino per bambini M.o.l.l.a, che per ora, similmente a Frute, è uscito in un solo numero. Ho cominciato anche a occuparmi di laboratori e workshop sull’editoria autoprodotta.

Una rivista autoprodotta nel suo ambiente naturale, il Kobo

Una rivista autoprodotta nel suo ambiente naturale, il Kobo. – per gentile concessione di Cecila Cappelli

 

Cos’è Frute? A chi è rivolta?

Frute è una rivista pensata per le ragazze, ma non solo, che tratta i temi del femminismo, dell’inclusione, dei diritti di genere, della definizione del genere sessuale e discussioni annesse, inserendosi in una riflessione più ampia sull’editoria indipendente come strumento sociale di aggregazione territoriale.
Questo lo si può fare con diversi linguaggi: in modo ironico, come per la pagina Cuori Sfranti che si rifà ad una estetica da teen-magazine (ma con una marcia in più, infatti è curata dalla fantastica Kety Perdy), oppure in maniera più seria e narrativa, come ad esempio in Essays, la sezione “letteraria”.

 

La rubrica Cuori Sfranti curata da Kety Perdy

La rubrica Cuori Sfranti curata da Kety Perdy tratta i temi più scottanti della sessualità, ma non è estrema come la posta del cuore del Cioè. – per gentile concessione di Cecila Cappelli

 

Perchè c’era bisogno di Frute?

Mi ero accorta di quanto nel mondo delle riviste cartacee ci fosse un vuoto: in Italia non è mai esistita una testata che parlasse di tematiche forti, ma rivolta alle ragazze giovani. Sul web sono nati diversi esempi, ma a me piaceva l’idea di creare un oggetto, qualcosa che si potesse sfogliare e conservare. Inoltre lavorare sulla tipologia della rivista femminile un po’ teen, sovvertendola anche dal punto di vista estetico, mi divertiva perché mi ha permesso di dedicarmi ad un progetto grafico diverso da quello che può venirsi a creare invece per un cliente, che magari non sarebbe d’accordo a usare un certo tipo di stampa (la stampa risograph in questo caso) o un utilizzo misto di illustrazioni, carte, foto. Insomma: il lato positivo di autoprodursi è proprio quello di avere massima libertà.

 

Intervista a Pia Covre, attivista a sostegno delle prostitute e per la sensibilizzazione dell'opinione pubblica su problemi correlati alla salute sessuale.

Intervista a Pia Covre, attivista a sostegno delle prostitute e per la sensibilizzazione dell’opinione pubblica su problemi correlati alla salute sessuale. – per gentile concessione di Cecila Cappelli

 

Uno degli obbiettivi di Frute è creare un network, come lo immagini?

L’aggregazione è uno degli aspetti principali dell’esistenza di una rivista contemporanea, che non è più solo un raccoglitore di idee ma vorrei fosse un modo per scambiarsele, connettendo tutti coloro che si sentono affini al progetto: i lettori, chi collabora, chi tiene la rivista nella propria libreria… sono tutti tasselli di una vivacità di idee che ho visto riflessa nella regione, negli ultimi anni. In diverse persone ci hanno scritto per collaborare o “solo” per conoscersi, spero che la cosa continui e spero di trovare sostegno per questo progetto.

 

– per gentile concessione di Cecila Cappelli

 

Ti sei ispirata a qualche altra pubblicazione?

È un momento in cui nel mondo del self-publishing, dell’artigianato e del design l’offerta è decisamente maggiore rispetto alla richiesta, quindi bisogna essere curiosi e approfondire, gli esempi di qualità non mancano. Penso che sopratutto all’estero ci siano ottimi esempi di riviste cartacee che sono riuscite a crearsi una forte identità tramite una buon connubio di contenuto e art direction, e a diffondere dei valori simili a quelli di Frute, anche se spesso parliamo di Paesi nordici in cui culturalmente è molto più semplice diffondere un determinato tipo di sensibilità. A chi volesse approfondire la loro conoscenza, mi sento di consigliare Polyester, Girls Like Us, Gal dem, Gusher Magazine.
Nella storia passata sicuramente Sassy ma anche le fanzine sono una grande ispirazione, sopratutto di matrice Riot, anni ’90, ma non solo. Sono una grande appassionata di fanzine.

 

Una Frute sorretta da una frute

Una frute mostra orgogliosamente il suo Numero Zero di Frute – per gentile concessione di Cecila Cappelli

 

Chi scrive su Frute? Cosa troveremo in Frute Numero Zero?

Il numero Zero è stato un terreno di prova, devo dire ben riuscita. Sono stati usati differenti contributi, ma tutti coerenti tra loro.
Ci sono due interviste, una sezione musicale e una letteraria, oltre che la posta, un inserto fotografico e diverse illustrazioni. La parte visiva per me è stata importante tanto quanto la scrittura, forse anche di più!

 

- per gentile concessione di Cecila Cappelli

– per gentile concessione di Cecila Cappelli

 

Ci saranno dei prossimi numeri? Puoi già darci qualcosa?

Domandona! La produzione del numero Zero è stata totalmente autoprodotta, e con le vendite di tutte le copie si riuscirà a coprire il solo costo di stampa, niente di più. Quindi, anche se nella mia testa ho già chiare le idee su come vorrei continuasse la linea editoriale, un secondo numero esisterà solamente se riusciremo a raccogliere dei contributi, o trovare degli sponsor. È per questo che ho chiamato questa uscita “Numero Zero”. Incrociamo tutte le dita!

Presentazione Numero Zero di Frute
sabato 7 ottobre
ore 18.30
al Kobo Shop in via Palladio a Udine
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