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Il Neapolitan Power di James Senese e dei Napoli Centrale in concerto al Teatro Palamostre

 
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Ideata da Euritmica, la rassegna musicale NoteNuove 2018 ha preso avvio al Teatro Palamostre mercoledì 21 febbraio con uno speciale concerto in occasione dei 50 anni di carriera del sassofonista James Senese e dello storico gruppo Napoli Centrale.
James Senese alla voce e sax, Gigi De Rienzo al basso, Ernesto Vitolo alle tastiere e Agostino Marangolo alla batteria. Ritmi dissacranti, virtuosismi musicali, lo stile inconfondibile del “sax in black” e la canzone napoletana che fa da cornice: tutto questo è lo stile esplosivo del “Neapolitan Power” – letteralmente energia napoletana- che intreccia la cultura musicale partenopea con la tradizione jazzistica d’oltreoceano.


La band è la stessa che ha registrato “Nero a metà di Pino Daniele con cui l’eclettico sassofonista collabora sin dagli esordi. E’ infatti il 1977 quando un giovanissimo e ancora sconosciuto Pino Daniele viene ingaggiato dallo stesso Senese per ricoprire il ruolo di bassista del gruppo.
Nato a Miano, quartiere periferico di Napoli, James Senese è uno di quei “uagliune crisciute mmiez a na via” – come recita il brano “Acquaiò l’acqua è fresca? – che, come molti talenti musicali del passato, si avvicina giovanissimo alla musica.
A dodici anni racconta di rimanere ammaliato dal suono del sassofono: “All’età di 12 anni lavoravo come cameriere, poi ho scoperto il suono del sassofono. Mi è piaciuto. Ho detto: che cos’è? Subito dopo sono andato con mia mamma ad acquistarlo”.

E’ il 1943 quando Napoli viene liberata dall’occupazione nazifascista da parte delle truppe alleate. Diverse unità militari statunitensi prendono parte alla missione di liberazione in numerose città italiane. E’ proprio a Napoli che avviene l’incontro casuale tra James Smith, soldato afroamericano ed Anna Senese, giovane donna napoletana. Da questa unione segnata dall’incertezza della guerra viene alla luce James Senese – un “figlio della guerra” – come si piace definire. Il ritorno del padre negli Stati Uniti segna l’infanzia di questo giovane dalla folta chioma: “L’avrei voluto conoscere ma poi ho capito la sua dimensione: ha scelto la sua vita, era sposato (…) l’ho perdonato per questo”.


In una Napoli devastata dalle macerie, Senese scopre il rhythm ‘n’ blues, il jazz, il funk; si innamora di Miles Davis, dei Weather Report, studia John Coltrane da mattina a sera: “Ho sempre creato d’istinto, cercando di trovare un mio personale linguaggio ed ascoltare quel groove che mi porto dentro, tra America e Africa. Nessuno mi ha mai detto come suonare: esce tutto naturalmente dal mio sassofono, che porta le cicatrici della gioia e del dolore di una vita vissuta a Napoli”. La scoperta della musica riesce a liberarlo da quei pregiudizi etnici che per troppo tempo lo accompagnano durante la giovinezza; è questo il periodo in cui la musica per Senese si trasforma in un potente strumento di rivendicazione delle proprie origini: “io sono nero e sono nato a Miano (…); suono a metà strada tra Napoli e il Bronx”.

E’ il 1975 quando James Senese e il bassista Franco del Prete, precedentemente membri del complesso blues Showmen, danno vita al gruppo jazz-rock Napoli Centrale, omonimo del principale scalo ferroviario di Napoli. Nello stesso anno esce il primo LP della band dal titolo “Napoli Centrale” di cui si ricordano storici brani come “Campagna”, “Pensione”, Floridiana”,  “A’ gente ‘O Bucciano”. Temi forti, talvolta scomodi, quelli trattati da James Senese e i Napoli Centrale: lo stretto legame con la periferia, i luoghi dimenticati delle diverse realtà urbane della Penisola, la povertà che travolge le famiglie – celebre il brano “Povero Munno”– raccontano di un’Italia sfregiata, disillusa, stanca di soprusi e ingiustizie, di frange della società le cui storie vengono lasciate svanire in un dimenticatoio. Senza ombra di dubbio il punto di forza dei Napoli Centrale è dato dal personale linguaggio musicale in grado di generare autentici “fracassi emozionali” : ogni parola diventa un’immagine, una sensazione, uno stato d’animo; la loro capacità di emozionare -che li porta nel 2016 ad aggiudicarsi il Premio nazionale Luigi Tenco con l’album “O’ Sanghe- è” il frutto di quel Neapolitan Power che trova ragion d’essere nella mescolanza tra canzone napoletana e influenza stilistica del jazz americano. Ne deriva una ricerca musicale di forte impatto capace di raccontare in modo semplice e con incisività diversi spaccati della realtà italiana:

Napoli Centrale è l’unica realtà positiva della nostra generazione passata. Dapprima abbiamo trattato un concetto molto forte socialmente parlando: abbiamo parlato del popolo, prettamente del popolo napoletano”.

Se siete curiosi di conoscere qualcosa di più sulla vita di questo eclettico musicista Constraint Magazine vi segnala l’autobiografia di James Senese scritta con Carmine Aymone “James Senese. Je sto’ cca’…” , edito da Guida.

Prossimi appuntamenti con la rassegna NoteNuove 2018:
Mercoledì 7 marzo
“Ode a Tina”, musica popolare per Tina Modotti, Corale Polifonica di Montereale Valcellina;
Mercoledì 21 marzo
“Quando Muore un Poeta”, Elsa Martin in “la via dei Canti” omaggio a Pierluigi Cappello e “Ogni Sera”: Lino Straulino canta Leonardo Zanier;
Mercoledi 28 marzo
Jesus Christ Superstar.
Ultimo evento imperdibile Martedì 10 aprile
Kenny Baron, piano solo


TUTTI I CONCERTI INIZIANO ALLE ORE 21.00, presso Teatro Palamostre.
PER TUTTI I CONCERTI INGRESSO STUDENTI 1,00 euro
I biglietti per concerti sono disponibili presso:
Palamostre, piazzale P. Diacono 21, da martedì a sabato.
Orario: 17.30 – 19.30
On-line sul circiuto VivaTicket e nelle prevendite collegate. Info e prenotazioni:
stampa@euritmica.it e info su http://www.euritmica.it/
Tel. 0432 1744261